Ho visto cose che voi italiani…
By Adriano on Tuesday, March 18 2008, 18:38 - Ho visto cose che voi italiani - Permalink
ll profumo della pasta con la pummarola e quello del mare, ci mancano
eccome. Ma la dittatura delle raccomandazioni, la gerontocrazia, i
treni puntualmente in ritardo e una società che ti condanna a vivere
chez mammà, quelli no.
Anzi. Emigrando, non siamo fuggiti. Abbiamo compiuto un gesto, inconsapevole, di protesta contro il muro di gomma del Belpaese. Ma – grazie a Internet e alle low cost – non siamo partiti del tutto. Ed è questa la forza dirompente di noi, nuovi migranti che migranti non siamo, di noi figli della prima eurogeneration. L’Italia, la conosciamo. La osserviamo, dall’esterno. Col distacco – sapete – è ancora più bella e più ingiusta, stracolma di potenzialità e frustrata.
La “Casta” e il “sorpasso” della Spagna (e di tanti altri a venire), li abbiamo sentiti prima di voi. Perché è quella Casta che ci ha cacciati dalle università, dalle redazioni, dagli ospedali, dagli studi legali.
E ora? Ora vogliamo approfittare di Internet e del Web 2.0. Per raccontarvi di chi, a 26 anni, non studia ma insegna; non porta la borsa ma impugna i ferri in sala operatoria; non viene sfruttato in uno studio di provincia ma pronuncia arringhe in tribunale. Di chi, fresco laureato o giovane professionista, viene volorizzato non perché “figlio di” ma perché meritevole. In tutti i campi.
Abbiamo visto cose che voi italiani non potreste immaginarvi. Ma non sono cose dell’altro mondo. Vi parliamo a distanza di pochi chilometri. O di un semplice click. E allora ascoltate, commentate, partecipate a questo nuovo blog. E' il vostro.
Cari lettori assidui (o estemporanei) di Eurogeneration, questo è l’incipit di un blog collettivo che sta per nascere. Per aiutare l’Italia, la “nostra” Italia, a prendere coscienza della sua anormalità. Un blog fatto dei vostri contributi. Cerchiamo storie vere, vissute se possibile in prima persona, di odierni migranti figli della “eurogeneration”. Storie di cose che in Italia non sarebbero successe perché censurate, soffocate o semplicemente ignorate.
Inviate all'indirizzo farano[at]cafebabel.com il vostro testo di 4000 battute massimo, unitamente a nome (cognome facoltativo), età, mestiere, città di provenienza e di residenza. Il testo deve raccontare cose viste all’estero e che reputate lontanissime dalla prassi italiana. Sarà visto dai 400.000 lettori mensili di cafebabel.com e, statene sicuri, peserà anche nella campagne elettorale in corso, e oltre. Attenzione: saranno esclusi tutti i contributi che esprimeranno affiliazione partitica.
Anzi. Emigrando, non siamo fuggiti. Abbiamo compiuto un gesto, inconsapevole, di protesta contro il muro di gomma del Belpaese. Ma – grazie a Internet e alle low cost – non siamo partiti del tutto. Ed è questa la forza dirompente di noi, nuovi migranti che migranti non siamo, di noi figli della prima eurogeneration. L’Italia, la conosciamo. La osserviamo, dall’esterno. Col distacco – sapete – è ancora più bella e più ingiusta, stracolma di potenzialità e frustrata.
La “Casta” e il “sorpasso” della Spagna (e di tanti altri a venire), li abbiamo sentiti prima di voi. Perché è quella Casta che ci ha cacciati dalle università, dalle redazioni, dagli ospedali, dagli studi legali.
E ora? Ora vogliamo approfittare di Internet e del Web 2.0. Per raccontarvi di chi, a 26 anni, non studia ma insegna; non porta la borsa ma impugna i ferri in sala operatoria; non viene sfruttato in uno studio di provincia ma pronuncia arringhe in tribunale. Di chi, fresco laureato o giovane professionista, viene volorizzato non perché “figlio di” ma perché meritevole. In tutti i campi.
Abbiamo visto cose che voi italiani non potreste immaginarvi. Ma non sono cose dell’altro mondo. Vi parliamo a distanza di pochi chilometri. O di un semplice click. E allora ascoltate, commentate, partecipate a questo nuovo blog. E' il vostro.
Cari lettori assidui (o estemporanei) di Eurogeneration, questo è l’incipit di un blog collettivo che sta per nascere. Per aiutare l’Italia, la “nostra” Italia, a prendere coscienza della sua anormalità. Un blog fatto dei vostri contributi. Cerchiamo storie vere, vissute se possibile in prima persona, di odierni migranti figli della “eurogeneration”. Storie di cose che in Italia non sarebbero successe perché censurate, soffocate o semplicemente ignorate.
Inviate all'indirizzo farano[at]cafebabel.com il vostro testo di 4000 battute massimo, unitamente a nome (cognome facoltativo), età, mestiere, città di provenienza e di residenza. Il testo deve raccontare cose viste all’estero e che reputate lontanissime dalla prassi italiana. Sarà visto dai 400.000 lettori mensili di cafebabel.com e, statene sicuri, peserà anche nella campagne elettorale in corso, e oltre. Attenzione: saranno esclusi tutti i contributi che esprimeranno affiliazione partitica.
Comments
bravo adriano,
complimenti!
nuccia
E' proprio questa la mia paura più grande: non poter realizzare i miei sogni lavorativi, i miei desideri, non poter essere davvero una pedina importante per la MIA società. Tutto questo solo perchè l' Italia è un paese marcio, il cui unico nutrimento non sono altro che le raccomandazioni, su tutto. Seguirò la nascita di questo blog con molta felicità, perchè credo che rispecchierà, almeno in parte, l' idea che mi sono fatto del paese in cui sto vivendo.
Adriano,
il tuo articolo rispecchia nel suo piccolo anche la differenza tra nord e sud.
Certo il discorso diventa più lampante su sacala internazionale, ma esistono delle gradazioni di meritocrazia anche all'interno del "Bel Paese".
A volte vien da pensare di essere sfortunati a nascere italiani... questa é la cosa peggiore che si possa pensare.
Oramai questo vuoto non é più colmabile dai nostri illustri predecessori, dalla nostra cultura o dalle città d'arte.