[Blog action day] Siamo o non siamo una generazione impegnata?
By Adriano on Monday, October 15 2007, 14:48 - Idee - Permalink
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Siamo o non siamo una generazione impegnata? La domanda nasce spontanea quando si pensa, da un lato, al crescente impegno per il Pianeta tra i giovani e, dall'altro, al paragone con la generazione dei nostri genitori. Il Blog action day, quest'anno dedicato all'ambiente, è l'occasione di fare il punto sull'impegno, anche al di là delle cause ecologiste.
Il proliferare di ong, appelli, manifestazioni, concerti (da ultimo il Live Earth), al giorno d'oggi, non basta. Quel che cambia tra i giovani d'oggi è la maggior coscienza dei problemi del pianeta, che rispetto al '68, è più concreta. Certo manifestare nel maggio '68, magari mettendosi in posa per un fotografo (come accadde per la foto qui sopra) o partecipare a un raduno di figli dei fiori, è molto più sexy che andare a fare volontariato in Africa, impegnarsi nell'associazionismo o ancora partecipare ad iniziative civili on-line come questo Blog action day (il cui logo è provocatoriamente affiancato all'icona sessantottina).
Certo scagliare sampietrini contro la polizia a Boulevard Saint-Michel risulta sempre più trendy che essere consumatori responsabili, non lasciare il caricabatterie del cellulare nella presa o, ancora, battersi per il diritto di voto degli immigrati residenti. E non mi riferisco solo ai piccoli gesti quotidiani in contrapposizione con i massimi sistemi dei nostri genitori. Penso anche, in un altro registro, ad iniziative per l'Europa federale o alle tante associazioni che cercano di avvicinare e (re)mixare i paesi del Vecchio Continente. O a fare dell'Erasmus un'occasione per ridisegnare la mappa della tolleranza e dell'apertura.
Perché non è vero che siamo la generazione X, che non crediamo in niente, che siamo individualisti e punto. La generazione precedente era senza dubbio più politicizzata ma non per questo più impegnata della nostra.
Post Scriptum (sulla politicizzazione). Sul mio comodino in questo momento c'è Cuori neri, un bel volume di Luca Telese sui morti “neri” degli anni di piombo. Nella sola Roma a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ci furono ben cento delitti politici, vittime della tensione tra estremisti fascisti e comunisti. Nella capitale un terreno di lotta tra i più infuocati fu proprio il quartiere Trieste-Salario, dove ho studiato per tre anni. La memoria corre alle serate passate di fronte alla gelateria di Piazza Trieste (indimenticabile il gusto aranciotto, cioccolato con scorze d'arancio). E solo ora capisco il senso di quella scritta campeggiante in cima alla gelateria sul muro del palazzo: “Paolo vive” seguita da una croce celtica. “Paolo” era “Paolo Di Nella”, il militante – fascista ed ecologista (!) – barbaramente ucciso il 9 febbraio 1983 mentre attaccava manifesti per il recupero di un giardino pubblico. Adesso quei tempi di politicizzazione estrema e, spesso, estremista, di barbarie e terrore sono finiti. E sotto quella scritta è successo anche che, nel 2000, con Nicola Dell'Arciprete si parlasse di come scuotere le menti addormentate dell'opinione pubblica italiana creando un media transnazionale che desse spazio alla nostra generazione. Oggi quel giornale esiste e lo state leggendo. A chi scrive piace pensare che anche questo è impegno.
Comments
Caro Adriano,
google alert mi ha segnalato il tuo post, che ovviamente mi rende felice. Cuori è scritto per ragazzi della mia e della tua generazione, ovviamente l'hanno letto molti altri, ma io avevo in testa persone con meno di quarant'anni venuti dopo il diluvio, con voglia di capire. Quando Cuori esce dal tuo comodino fammi sapere cosa te ne è parso...
Luca
Erasmus...sono fresco di ritorno, e sentire o leggere questo nome è come una pugnalata al cuore...
ho fatto anche io un post sull'ambiente per il B.A.D ma in ritardo e collegato ad un progetto ludico su internet a cui partecipo.
Passerò da queste parti! Ciao... LEonardo
Ciao Leonardo, sarai sempre il benvenuto e benvenuto anche nel club dei post-Erasmus... come ha detto qualcuno qui l'importante è ripartire sempre.
Caro Luca,
Magie del web... che piacere averti qui. Il libro è sempre sul comodino ma l'ho appena finito. E devo dire che quella intenzione, di parlare alle giovani generazioni, si sente tutta, traspare a ogni pagina, anche nello stile che su tema così avrebbe potuto esser pesante.
Grazie, Luca, per averci raccontato quelle cose... Prima di scrivere questo post avevo quasi paura ad affiancare la genesi di un'esperienza editoriale come cafebabel.com a quella di ragazzi come Paolo, morti per le loro idee, certo, ma confinati nel limbo del politicamente scorretto perché "fascisti" (anche se Paolo era forse più ecologista).
Poi ho pensato che in quella stagione tanti, a destra come a sinistra, volevano semplicemente cambiare il mondo. E confesso che, nel mio piccolo, mi sono sentito vicino a loro.
Nello stesso tempo, non posso occultare il paragone tra noi e loro. Non si tratta di condanne o fatwe postume. Sarebbe stupido. Si tratta (anche) di aprire gli occhi dell'opinione pubblica sulle nuove forme di impegno che germogliano oggi, nelle autostrade digitali. O, sempre, nelle stesse piazze romane. Sotto graffiti di memoria.
Non e scandaloso, caro Adriano, affiancare i colori pastello di cafebabel.com a Paolo ed ai neri del Trieste-Salario... e' la Europa come pretesto per parlare dei neri, dei rossi, dei delfini alienati e dell'aranciotto (by the way, ci sono tornato i quella gelateria e non c'e' piu' quel gusto li') con occhi ed occhiali nuovi.
Ecco cosa dice Fini del 68
http://www.corriere.it/politica/08_...
"La destra ha sbagliato: non lo capi'"... interessante il mea culpa del leader di Alleanza Nazionale... ma in contrasto con quanto raccontato da Luca in "Cuori Neri". I neofascisti italiani sembravano infatti tanto affascinati dalla contestazione che riti e miti del 68 furono spesso assorbiti e rivendicati da tanti in quel movimento che anche a destra sembro' crescere e svilupparsi.
E non perdete il dossier sul 68 e l'Europa pubblicato dal magazine di cafebabel.com
http://www.cafebabel.com/it/dossier...
con un'intervista esclusiva a Daniel Cohn-Bendit, il francotedesco leader del 68 parigino e ora europeista e no global convinto