Euro, Turchia "tagliata" dalle monetine
By Adriano on Wednesday, September 26 2007, 13:35 - Idee - Permalink
This post is also available in: German FrenchLa Turchia è europea o no? Lo scontro ai vertici delle istituzioni europee, per una volta, non si è cristallizzato in (spesso vuoti) dibattiti filosofico-geopolitici. Ma a suon di documenti PDF. All'ordine del giorno: la veste grafica dei nuovi euro dell'allargamento.
Da un lato, la Commissione Europea che propone di includere il paese anatolico nella "cartina" del continente (nell'immagine a destra). Dall'altro il Consiglio dei Ministri (che rappresenta gli Stati) che, discretamente, la "taglia" (nell'immagine a sinistra). Vedere (anche gli allegati) per credere.

A rivelarlo gli eurodeputati radicali Cappato e Pannella che hanno chiesto la rimozione delle monetine anti-turche dalla circolazione. Sì perché negli euro dei primi paesi membri che abbiamo tutti in tasca c'è un pezzettino di Turchia. Mentre in quelli entrati in circolazione in Slovenia, entrata in Eurolandia il 1° gennaio, la Turchia è sparita. Secondo il diktat del Consiglio. Ora i radicali chiedono di ritirare 31 miliardi di monetine da sostituire progressivamente. Riusciranno i nostri eroi...?
Ma al di là delle monetine cosa pensare dell'ingresso della Turchia nell'Ue? Per il momento nulla è deciso, i negoziati continuano e il forum di cafebabel.com si infiamma. Qui posso dire solo che durante il mio anno Erasmus ho conosciuto un caro ragazzo di Istanbul, Dogan Mert che saluto, e non posso dire che mi sentissi più lontano dalla sua cultura che da quella - chesso' - tedesca o svedese. Ragazzi, a me sembrava un po' napoletano...
Del resto, come ci racconto' Erri De Luca l'identità mediterranea spesso prevale su quella europea. Ma questo è un altro discorso... O no?
Comments
Che possa giudicare lei l'entrata in Europa della Turchia dal fatto di aver conosciuto un ragazzo a Istanbul mi sembra ridicolo. Questo è l'errore spesso dei nostri politici italiani, compresa la nostra diplomazia, che ben poco conosce la Turchia ma che pensa di conoscerla perché ci ha fatto un viaggetto. Se lo lasci dire da chi conosce la Turchia e i turchi non solo per la lingua ma anche per la cultura, la storia e la religione. La Turchia vuole entrare in Europa, un po' meno i turchi, ma non vuole lasciare entrare l'Europa in Turchia. Sarebbe bello che la Turchia si allineasse allo stato dei dirtti umani che si respira in Europa ma siccome non è così allora no alla Turchia in Europa. Le riforme fatte in questo senso in Turchia si sono mostrate un completo fallimento e anzi hanno ottenuto l'effetto pratico opposto. Altre volte la Turchia ha mostrato volontà di non cambiare... vedi il caso di Cipro. Tedeschi e francesi sanno molto meglio di noi che aria tira da quelle parti... adesso la si parla più di ritorno all'Impero Otttomano che di Comunità Europea. Chi vuol e può capire capisca
@ deryateynman & @ tutti i ritagliatori-di-cartine
Le può sembrare ridicolo perché evidentemente Lei ben conosce la Turchia ma molto meno quella fetta del paese protesa verso l'Europa. E non sto a parlarLe dell'élite filo-occidentale; della Istanbul che fino a prova contraria si trova per buona parte nel Vecchio Continente (almeno quanto è più della Sicilia); del lato laico di un paese forse meno bacchettone persino del Bel Paese TTC (tutto tette e culi).
No. Io le parlo di realtà vissuta da parte di tanti turchi che, grazie all'Erasmus e alla mobilità vivono l'Europa, vivono in Europa e portano avanti, perché partecipi della nostra Europa, l'apertura del loro paese sul Vecchio Continente. E' questa tendenza che l'Europa dovrebbe incoraggiare. Ma dimostrando coraggio essa stessa.
Con la Turchia stiamo giocando a nascondino. Prima apriamo i negoziati e poi Sarkozy dice che non la vuole. Prima si sorride nelle foto ufficiali e poi si "taglia" il Paese dalle cartine ufficiali. Viviamo nella società globale, tutto ciò è visto e risaputo dai turchi. Ed è per questo che lei ha, ahimé, ragione quando lascia credere, pur se con un uso improprio dei concetti storici, che la Turchia ormai si volge verso il mondo turcofono. Ma questo mutamento strategico avviene perché siamo noi che le stiamo voltando le spalle. Europa vigliacca, buona fortuna.