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  <title>eurogeneration</title>
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  <description>Nasce una nuova generazione</description>
  <language>it</language>
  <pubDate>Fri, 09 May 2008 17:48:55 +02:00</pubDate>
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    <title>Eurogeneration al potere!</title>
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    <pubDate>Fri, 09 May 2008 19:48:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Per la giornata dell'Europa e in occasione del lancio del nuovo cafebabel.com il nostro blog, Eurogeneration, non poteva non aderire al Blog Action Day: un giorno di articoli e video sul tema... eurogeneration che presto saranno riuniti in una recensione su cafebabel.com&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Erasmus, low-cost, Interrail, Skype... nell'anno domini 2008 la cittadella della gerontocrazia nazionale trema più che mai, assediata da una nuova generazione di europei che non si accontentano più della dimensione dei vecchi Stati nazione. Che, oramai, concepiscono l'Europa come la loro dimensione privilegiata d'azione: per lo studio, il lavoro, il divertimento e - perché no? - l'amore.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;Ma questa rivoluzione silenziosa che sta abbattendo le vere frontiere del Vecchio Continente - quelle mentali - sarà reale solo quando sarà percepita come tale dalle opinioni pubbliche. Perché ciò possa avvenire sono necessari diversi fattori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;il fenomeno dell'europeizzazione dei percorsi di studio deve radicarsi: i 400.000 Erasmus annui devono - possono! - diventare 1.000.000: la futura Commissione Europea che uscirà dalle urne nel giugno 2009 deve impegnarsi in questo senso&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;dallo studio al lavoro: bisogna favorire la mobilità. Oggi sono ancora troppo poche (meno del 2%) le persone che lavorano in un altro paese europeo. Programmi di stage come il Leonardo debbono essere potenziati&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;ma questi provvedimenti non bastano: chi fa l'Erasmus, chi si innamora di un'altra cultura, chi è mobile deve prendere coscienza del ruolo speciale che ha. Deve impegnarsi, non solo come individuo ma anche come attore dell'opinione pubblica (con Internet e i blog in primis) e come cittadino, perché il Vecchio Continente si svecchi. Perché riesca ad emergere un dibattito paneuropeo, uno spazio pubblico transnazionale. Deve diventare testimone di quel cambiamento che egli stesso ha vissuto sulla sua pelle a livello personale.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;Perché cambiare una vita - e l'Erasmus la cambia! - va bene. Cambiare un continente è meglio.&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Habemus Lorenzum</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/04/12/Habemus-Lorenzum</link>
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    <pubDate>Sat, 12 Apr 2008 13:46:00 +02:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Persone</category>
            
    <description>    &lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/lorenzof-2.jpg&quot; /&gt;Emozioni: istinto animale, esultanza, fierezza, speranza e un po' di incredulità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lorenzo è nato e vi saluta. Charme italico, erre moscia &quot;franscese&quot;,
sguardo affascinante per una costituzione sana, robusta ed europea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo le carte al Comune per la nazionalità francese e prima di quelle
al Consolato per la nazionalità italiana, Lorenzo ha già un'identità
digitale &lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://community.cafebabel.com/profile/display/l.farano/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un saluto ai lettori di eurogeneration!&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Depressione post-Erasmus, chi la conosce la evita</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/03/28/Depressione-post-Erasmus-chi-la-conosce-la-evita</link>
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    <pubDate>Fri, 28 Mar 2008 15:41:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/ineuropa.bmp&quot; /&gt;Questa settimana Eurogeneration è partner della trasmissione di Radio Uno &quot;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://www.radio.rai.it/radio1/ineuropa/&quot;&gt;In Europa&lt;/a&gt;&quot;. Tiziana Di Simone ci ha intervistati sul tema: depressione post-Erasmus che trattavamo ampiamente nei seguenti pezzi che vi consiglio:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/09/15/Depressione-post-Erasmus&quot;&gt;Depressione post-Erasmus&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/09/17/Ce-una-vita-dopo-lErasmus-fuori-dallItalia-Parola-di-Fiorella&quot;&gt;C'è una vita dopo l'Erasmus (fuori dall'Italia)&lt;/a&gt;: intervista a Fiorella, autrice di una tesi sulla sindrome post-Erasmus&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/02/02/Le-5-regole-doro-per-un-Erasmus-coi-fiocchi&quot;&gt;Le cinque regole d'oro per un Erasmus coi fiocchi&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt; Ma voglio anche riproporvi quest'inchiesta realizzata dalla mia collega francese, Prune Antoine. Buona lettura (e dibattito tra i commenti)!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sindrome post-Erasmus: sos depressione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Erasmus = feste no stop + flirt, per di più all’estero. Ma una volta rientrati, la maggior parte degli studenti vive una sorta di depressione, tra la nostalgia e l’apatia. È finita l’età dell’innocenza? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;«Chi, alla fine dell’esperienza Erasmus, non sa che una volta rientrato in
patria, casa sua gli sembrerà bruttissima, la città tristissima, l’università
noiosissima, la tv squallidissima e gli amici scontatissimi?» A dirlo è Fiorella
de Nicola, una studentessa italiana che ha dedicato la sua tesi in sociologia &lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://www.sodeni.it/erasmus/nota.html&quot;&gt;all’Antropologia dell’Erasmus&lt;/a&gt;.
Le sue conclusioni su quella che chiama “la sindrome post-Erasmus” sono
eloquenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Atterraggio turbolento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«L’anno all’estero è
ricco di emozioni, incontri e scoperte continue ed è caratterizzato dalla
sensazione di essere un po' &quot;speciale&quot;», spiega Aurélie, una ragazza di Orleans
che ha passato un periodo a Newcastle. «A casa tutto torna a essere troppo
semplice e vuoto, perché manca la novità, perpetua caratteristica dell’Erasmus».
Juliane, partita per studiare lingue a Glasgow, rincara la dose: «Rientriamo a
casa e realizziamo che tutto è esattamente uguale a quando siamo partiti. Invece
dentro di noi è cambiato tutto.» &lt;br /&gt;Nel 2007 l’&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://www.cafebabel.com/it/dossier.asp?id=360&quot;&gt;Erasmus&lt;/a&gt;, il programma
di scambio tra università più conosciuto dell’Ue, &lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Erasmus&quot;&gt;spegne 20 candeline&lt;/a&gt; e
brinda al suo successo. Un milione e mezzo gli studenti che sono partiti, le
università coinvolte si trovano in tutti i quattro angoli del Continente e
finalmente c’è un’effettiva equivalenza dei corsi di studio in tutta Europa. Un
solo lato negativo non compare nelle statistiche ufficiali: una volta chiusa la
“magica parentesi”, la maggior parte degli studenti rientra triste o addirittura
depressa a casa di mamma e papà e alla vita quotidiana. Che è per forza noiosa.
Differenze con il proprio ambiente, difficoltà a condividere l’esperienza,
idealizzazione del Paese straniero, ripiegamento su sé stessi. Questa fase di
atterraggio turbolento, dopo la dolce vita passata tra &lt;em&gt;fiesta&lt;/em&gt; e vodka può
anche portare alla depressione nei casi più gravi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«È molto più
semplice partire che rientrare»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«L’Erasmus equivale a un rito di
passaggio dei giorni nostri», sottolinea &lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://psychologue.nantes.free.fr/&quot;&gt;Christophe Allanic&lt;/a&gt;, psicologo
clinico e specialista di espatri. «Lasciare la città d'origine, i genitori e
ritrovarsi in una situazione sconosciuta con altri pari è una prova». Che, una
volta superata, non deve far dimenticare la necessità di anticipare e di pensare
al rientro. «È molto più semplice partire che rientrare», avverte Allanic.
&lt;br /&gt;«Tornare nel nido dopo aver scoperto l’indipendenza è molto peggio», dice
Domenico, 28 anni, Presidente dell’Associazione studentesca “&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://www.planeterasmus.net/&quot;&gt;Planeteramus&lt;/a&gt;”. «Ovviamente si deprime
di più chi vive in una piccola città e non aveva mai lasciato i genitori»,
aggiunge. Sono finite le serate a base di “tiramisù, &lt;em&gt;tortilla&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;quiche
lorraine&lt;/em&gt;”, le discussioni innaffiate dall’alcool tra polacchi e italiani o
gli alloggi in stile appartamento spagnolo! &lt;br /&gt;«Bisogna riabituarsi alla
normalità», aggiunge Mina, 21 anni. In pratica bisogna rinunciare all'ottima
scusa dell'accento straniero, alla sensazione di essere &quot;diversi&quot; e rassegnarsi
a essere di nuovo come tutti gli altri e non più una creatura rara ed
esotica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stranieri in patria&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo studente, lasciato solo
con la propria esperienza, finisce spesso per sentirsi straniero in patria e non
riuscire a condividere l'anno all'estero in ambito famigliare. «Come si fa a
raccontare un’esperienza così ricca in poche frasi buttate lì a caso?», si
chiede Pauline, 21 anni, di cui uno passato in Irlanda. Per stare un po’ meglio
molti studenti si rivolgono alle associazioni di ex-Erasmus, animano gli
“International party” o si buttano nell’avventura dell' &lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=A&amp;amp;Id=856&quot;&gt;eurocoppia&lt;/a&gt;. La
speranza? Quella di ricreare artificialmente un secondo momento d'oro. Agnieszka
Elzbieta Dabek, segretaria generale dell’Erasmus Student Network (&lt;a onclick=&quot;window.open(this.href,'_blank'); return false;&quot; href=&quot;http://www.esn.org/&quot;&gt;Esn&lt;/a&gt;), ammette: «Molti ex-Erasmus si propongono
per partecipare alle nostre attività, per offrire consigli o organizzare serate
cosmopolite. È un po' la scusa per mantenere viva la fiamma dell’Erasmus».
Domenico giudica «illusoria» questa condivisione di un sentimento comune tra gli
ex e i neofiti. «Alla fine, gli stranieri si chiudono nel loro gruppo, invece
che aprirsi alla cultura locale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, «questa elaborazione del
lutto», tra depressione e idealizzazione è «assolutamente normale», secondo
Allanic. Sempre che non duri più di qualche settimana. In realtà la malinconia
del rientro non fa altro che segnare l’ingresso nell’età adulta e la perdita di
un mondo ideale. «Tutto è stato organizzato dettagliatamente e messo in pratica
per incoraggiare la mobilità dei giovani europei, ma niente è stato fatto per
“il dopo&quot;», lamenta Allanic. &lt;br /&gt;Tocca alle università farsi carico del rientro
dei propri studenti, accompagnandoli in questa fase di passaggio, «senza la
quale l’esperienza può diventare un disastro. Non dimentichiamoci che il ruolo
degli adulti è quello di aiutare i ragazzi a crescere». &lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Ho visto... un posto da euroreporter a Bruxelles</title>
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    <pubDate>Fri, 28 Mar 2008 15:14:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Ecco il primo intervento della serie &quot;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/03/18/Ho-visto-cose-che-voi-italiani&quot;&gt;Ho visto cose che voi italiani&lt;/a&gt;&quot;. Chi scrive è Giovanni de Paola, dal Belgio. E non dimenticate che è possibile partecipare a quest'iniziativa volta a far emergere storie di ordinari &quot;miracoli&quot; che i giovani italiani realizzano (rigorosamente) &lt;ins&gt;non &lt;/ins&gt;in patria.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Comunicazione di servizio: se siete a Parigi il 4 april non perdete il dibattito Pd-Pdl che organizza cafebabel.com sul tema: &quot;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://www.cafebabel.com/it/evts/event.asp?T=T&amp;amp;Id=1959&quot;&gt;Giovani italiani all'estero: immigrati o eurogeneration?&lt;/a&gt;&quot;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/anversa.bmp&quot; /&gt;&lt;em&gt;All’ingresso della cattedrale di Anversa. Foto di Giovanni de Paola&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo stomaco mi ringrazia. Una settimana di cucina italiana l’ha ristabilito. La birra belga è buona, la cioccolata di più. Ne sono drogato. Con le nocciole, fondente, bianca, nera. Il multiculturalismo della cioccolata è in Belgio. Che è dove lavoro.&lt;br /&gt;L’Italia “che è” dove sono nato. Foggia “che è” dove ho il cuore, Bologna “che è” dove mi sono innamorato del mio lavoro: scrivere. Bruxelles “che è” dove sto andando per mettere in pratica il sogno nato in Emilia Romagna.&lt;br /&gt;Il mio stomaco. &lt;br /&gt;Lui votò contro quando votai con me stesso per decidere se lasciare il paese della mozzarella, protagonista della psicosi diossina degli ultimi giorni, e della pizza, della dieta mediterranea, della piada, delle tigelle. &lt;br /&gt;Se non fosse per lo stomaco, la votazione del mio organismo sarebbe stata favorevole all’unanimità all’esperienza belga.&lt;br /&gt;La parte saggia, quella poca che c’è, intuì l’opportunità internazionale che aveva di fronte.&lt;br /&gt;La parte sentimentale di me, che aveva già affrontato il passaggio dal sud al nord Italia, mi diede il permesso di metterla a rischio di nuovo. Se la sentiva. La nostalgia degli amici, della sorella e di tutta la famiglia sarebbe stata sopportabile…a suo parere.&lt;br /&gt;Il lato ansioso mi disse: “Se mi tieni tranquillo dicendomi che sei sicuro almeno al 70% che la scelta sia giusta, facciamo questo biglietto Ryan Air!”&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Gli diedi un fermo 90% e sfoderai la mia Visa Electron di fronte al mio laptop come fosse la colt di un pistolero.&lt;br /&gt;La parte istintiva e primordiale di me non la consultai neanche…anzi, dovetti zittirla per farle smettere di ripetere la solita frase: “Miiiiiii le ragazze belghe!!! Le belghe!Le belghe!”.&lt;br /&gt;Andai.&lt;br /&gt;Ora viaggio per l’Europa come inviato per &lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://www.europacheverra.eu&quot;&gt;un giornale&lt;/a&gt; e sto approfondendo il mestiere del “reporter”. A breve, vorrei avere una esperienza redazionale che mi consenta di crescere.&lt;br /&gt;Non è una pretesa utopica. L’Europa finora non mi ha tradito. Ho 28 anni, ho pubblicato il mio primo libro e inizio ad affacciarmi sulla prima pagina di quotidiani nazionali italiani. Spero presto in maniera stabile.&lt;br /&gt;La raccomandazione non ce l’ho, ma ora sono sul gradino subito sotto a chi la spintarella (o calcione fortissimo) ce l’ha. Non è un onore, ma almeno ora il gradino l’ho trovato.&lt;br /&gt;Tutto ciò alle spese di qualcuno che non mi tiene più in considerazione da tempo: scusami, Stomaco, prometto che andrò alla ricerca di insalate e cibo italiano il più spesso possibile, voglio che anche tu sia convinto come me, che vivere in Europa è la scelta giusta. &lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Ho visto cose che voi italiani…</title>
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    <pubDate>Tue, 18 Mar 2008 18:38:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Ho visto cose che voi italiani</category>
            
    <description>    ll profumo della pasta con la pummarola e quello del mare, ci mancano
eccome. Ma la dittatura delle raccomandazioni, la gerontocrazia, i
treni puntualmente in ritardo e una società che ti condanna a vivere
chez mammà, quelli no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi. Emigrando, non siamo fuggiti.
Abbiamo compiuto un gesto, inconsapevole, di protesta contro il muro di
gomma del Belpaese. Ma – grazie a Internet e alle low cost – non siamo
partiti del tutto. Ed è questa la forza dirompente di noi, nuovi
migranti che migranti non siamo, di noi figli della prima
eurogeneration. L’Italia, la conosciamo. La osserviamo, dall’esterno.
Col distacco – sapete – è ancora più bella e più ingiusta, stracolma di
potenzialità e frustrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “Casta” e il “sorpasso” della
Spagna (e di tanti altri a venire), li abbiamo sentiti prima di voi.
Perché è quella Casta che ci ha cacciati dalle università, dalle
redazioni, dagli ospedali, dagli studi legali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora? Ora
vogliamo approfittare di Internet e del Web 2.0. Per raccontarvi di
chi, a 26 anni, non studia ma insegna; non porta la borsa ma impugna i
ferri in sala operatoria; non viene sfruttato in uno studio di
provincia ma pronuncia arringhe in tribunale. Di chi, fresco laureato o
giovane professionista, viene volorizzato non perché “figlio di” ma
perché meritevole. In tutti i campi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto cose che voi
italiani non potreste immaginarvi. Ma non sono cose dell’altro mondo.
Vi parliamo a distanza di pochi chilometri. O di un semplice click. E
allora ascoltate, commentate, partecipate a questo nuovo blog. E' il
vostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cari lettori assidui (o estemporanei) di
Eurogeneration, questo è l’incipit di un blog collettivo che sta per
nascere. Per aiutare l’Italia, la “nostra” Italia, a prendere coscienza
della sua anormalità. Un blog fatto dei vostri contributi. Cerchiamo
storie vere, vissute se possibile in prima persona, di odierni migranti
figli della “eurogeneration”. Storie di cose che in Italia non
sarebbero successe perché censurate, soffocate o semplicemente ignorate.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Inviate
all'indirizzo farano[at]cafebabel.com il vostro testo di 4000 battute
massimo, unitamente a nome (cognome facoltativo), età, mestiere, città
di provenienza e di residenza. Il testo deve raccontare cose viste
all’estero e che reputate lontanissime dalla prassi italiana. Sarà
visto dai 400.000 lettori mensili di cafebabel.com e, statene sicuri,
peserà anche nella campagne elettorale in corso, e oltre. Attenzione:
saranno esclusi tutti i contributi che esprimeranno affiliazione
partitica.&lt;/em&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Dio stramaledica Gordon Brown e le prese elettriche inglesi</title>
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    <pubDate>Fri, 07 Mar 2008 11:07:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;Ieri 5 marzo è stata una giornata un po' speciale. Ero a Londra, nell'era di Gordon Brown I. Che proprio ieri ha negato, in un dibattito parlamentare violentissimo, il referendum promesso da Blair sulla Costituzione Europea col pretesto che ora si chiama Trattato di Lisbona. La sostanza del nuovo Trattato non cambia, lo sanno tutti, e il New Labour - e con lui le élite politiche autistiche del Vecchio Continente - porta ancora più acqua al mulino degli euroscettici. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_008_s.jpg&quot; /&gt;Ma il 5 marzo era anche una bella giornata di sole. E allora passeggiate con me dalla stazione di St Pancras ad Old Street. Qui a sinistra un graffito a Trafalgar Square, il Big Ben è sullo sfondo.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/sole.bmp&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza è lampante tra gli inglesi, disabituati alla luce, e le turiste italiane armate degli immancabili occhiali da sole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Incontro poi un vecchio amico dell'università e vero babeliano Eurogeneration DOC, Alberto, che coordina &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://unltdworld.com/&quot;&gt;una community per social entrepreneurs&lt;/a&gt;, quelli che fanno business senza dimenticare l'interesse generale. Chapeau! Voglio presentargli un po' cafebabel.com ma come al solito ho dimenticato che le prese in Inghilterra sono diverse da quelle del continente. Dio stramaledica queste antidiluviane barriere alla comunicazione.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 0 1em 1em; float: right;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_015_s.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi vedo poi con Annette, responsabile della redazione locale di cafebabel.com a Londra e co-organizzatrice del dibattito cui devo intervenire, alla London School of Economics sul tema &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://www.cafebabel.com/en/evts/event.asp?T=A&amp;amp;Id=567&quot;&gt;&quot;Nuovi media e democrazia europea&quot;&lt;/a&gt;. Pausa in un supermercato. Ho trovato i prezzi di Londra molto più bassi di quando ci ho vissuto, all'epoca della Lira, nel 1998, per due mesi dopo la maturità. Forse sono i nostri che sono saliti.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_013_m.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed è proprio di quel periodo  il ricordo di una splendida serata passata a schitarrare con Luca, mio compagno di avventure, uno yuppie scozzese e tanti allegri passanti. Eravamo a Covent Garden davanti a questo negozio. Strano che ora si chiami &quot;French connection&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_011_s.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Proprio a Covent Garden ho incontrato, in &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://www.nealsyardsaladbar.com/&quot;&gt;un posto dove il tempo sembra fermarsi&lt;/a&gt;, nello Neal's Yard, Zsofia - un'ungherese ex College of Europe, ora addetta stampa dello &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://www.ecfr.eu/&quot;&gt;European Council on Foreign Relations&lt;/a&gt;, un nuovo centro studi sponsorizzato dal finanziere George Soros che si definisce come &quot;il primo think-tank pan-europeo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_010_m.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella stradina che porta a Neal's Yard si poteva leggere questa bella frase che aggiungeva un po' di magia al mio viaggio: &quot;Vivi la vita che hai immaginato&quot;. Traduco bene, &lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://traduttoritaliani.cafebabel.com/it/&quot;&gt;Anna&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030508_014_s.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non perdetevi lui, questo simpatico filosofo ambulante.&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 0 1em 1em; float: right;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030608_001_s.jpg&quot; /&gt;Dopo il dibattito, nel quale brilla Andreas, autore dell'euroblog Kosmopolit, tutti al pub e poi a casa di Annette dove rubo questa foto sul suo comodino: quattro libri in quattro lingue diverse. Siamo proprio babeliani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/London/.Photo_030608_004_s.jpg&quot; /&gt;L'indomani, nella zona della nuova fiammante stazione di St Pancras
da cui parte il mio Eurostar per Parigi, c'era anche questo simpatico
personaggio. &lt;/p&gt;
Un modo, per la swinging London, di dirmi adieu. O, forse , bye bye.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/03/07/Dio-stramaledica-le-prese-inglesi#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>Erasmus a Budapest: calcio balilla e terme</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/02/28/Erasmus-in-Budapest%3A-tips-and-tricks</link>
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    <pubDate>Thu, 28 Feb 2008 22:11:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Erasmus city-guide</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;em&gt;Oggi Eurogeneration è orgoglioso di lanciare 'Erasmus city-guide':
una compilation unica che vi porterà nelle più belle città europee per
farvele scoprire con gli occhi di chi le ha vissute sulla propria
pelle, gli studenti Erasmus. Questi ritratti non pretendono di essere
esaustivi. Prendeteli come una chiacchierata con chi vuole condividere
la sua esperienza. Quindi non esitate a commentare! &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa settimana il nostro ospite è Roberto Yanguas che ha trascorso il
suo periodo di studi Erasmus nella capitale ungherese due anni fa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/./.budapest_erasmus_m.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Trovare casa: agenzia immobiliare &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Bene, questa è probabilmente la cosa più difficile per uno straniero. A
causa della lingua. A Budapest ci sono poche residenze per studenti.
Quindi la soluzione migliore è quella di utilizzare i servizi di
un'agenzia immobiliare. &lt;br /&gt;
Budapest è divisa in due grandi parti (Buda e Pest), e in molti
distretti. Io vivo nel Distretto VI che è, con i Distretti V e VII, il
migliore dove vivere. Evitate il Distretto VIII, pericoloso. E non
dimenticate: se siete in Erasmus, Pest è meglio di Buda. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Università: se non vuoi studiare, è il posto giusto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Sono stato alla Peter Pazmany University, nella Facoltà di
Giurisprudenza. Tutti corsi erano in inglese, anche se la lingua di
Shakespeare non è sempre parlata benissimo dai prof. In ogni caso, se
siete interessati a un anno Erasmus senza studiare, allora questa è
l'università che fa per voi: la maggior parte degli insegnanti chiedono
solo un breve e facile lavoro scritto. Di solito pochi o inesistenti
gli esami (ne ho fatto uno solo).&lt;br /&gt;
Inoltre la palestra è chiusa ma vi consiglio vivamente di giocare all'aperto sulla Margherite Island i giorni di bel tempo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;3 posti da non perdere &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Birre con gli amici: Szimpla (la mia preferita). Non potete
immaginare... È un posto decadente, vecchio e sporco... Ma bello
davvero. &lt;br /&gt;
Rilassante: le terme di Szechenyi. 8 euro per un intero giorno di sauna, jacuzzi e acque medicinali. Dopo ti sentirai un altro! &lt;br /&gt;
Ristorante Paprika (vicino a Szechenyi) o Stex Haza. Il mio
suggerimento: la zuppa di gulasch e petto di pollo con tre formaggi.
Poi pork cutlet Carpatian style. Mi viene l'acquolina in bocca al solo
ricordo&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;La sera: calcio balilla e polizia &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Gli studenti Erasmus vanno al Morrison's pub vicino a Opera (karaoke il
mercoledì - non mi chiedete perché ma gli ungheresi adorano il karaoke
...), Old Man's pub (vicino alla Erszebet körut e al Szimpla), e poi ci
sono il Szoda, il Sark ... Attenzione ai vestiti: possono
&quot;misteriosamente&quot; scomparire. &lt;br /&gt;
La maggior parte delle feste Erasmus sono in appartamenti: prima
dell'inizio potete telefonare alla polizia per dire che si sta
organizzando un party. Se i vicini chiamano per lamentarsi, non avrete
alcun problema: è uffiale.&lt;br /&gt;
Anche di notte, se ti piace il calcio balilla, gli ungheresi lo
adorano: metti una moneta sul tavolo e aspetta il tuo turno, il
vincitore resta. Non usare droga: se ti acchiappa la polizia sono guai.
Cocaina o spinelli è lo stesso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Verdetto &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
La mia opinione sull'esperienza? La consiglio a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Cosa ne pensi delle idee di Roberto su Budapest? Condividi la tua esperienza, fà una domanda al nostro ospite. Altrimenti dà un'occhiata al babelblog su &lt;a hreflang=&quot;en,it&quot; href=&quot;http://budapest.cafebabel.com&quot;&gt;Budapest&lt;/a&gt;. Appuntamento la settimana prossima con la città di Portsmouth, in Inghilterra.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
  <item>
    <title>Mark Lenders, bau-bau e il bacetto</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/02/10/Mark-Lenders-bau-bau-e-il-bacetto</link>
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    <pubDate>Sun, 10 Feb 2008 21:17:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;Domanda del giorno. Di cosa parliamo noi babeliani quando, durante
l’anno Erasmus o all’estero per lavoro, arriviamo col nostro background
e andiamo in cerca di confronti “culturali”? Ecco –&amp;nbsp; con un
pizzico di autoironia – la hit parade degli argomenti più gettonati .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/derrick.jpg&quot; /&gt;1.&amp;nbsp;I cartoni animati&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per
la serie: “il Giappone unisce gli europei”. Holly e Benji o “Oliver e
Benji” e il campo di calcio che non finisce mai. Le rovesciate e le
elevazioni che durano il tempo di una partita. I gemelli Derrick e i
loro dentoni. Mark Lenders e la t-shirt con le maniche arrotolate a mo’
di “guappo”. Che nostalgia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2.&amp;nbsp;I versi degli animali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Alzi
la mano chi non ha mai sgranato gli occhi sentendo che il nostro “bau,
bau!”, ad esempio in francese, diventa “ouaf, ouaf!”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;3.&amp;nbsp;Il modo di salutarsi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I
francesi che si fanno il bacetto, ma solo tra persone dello stesso
sesso. Gli italiani che lo fanno solo se si conoscono ma al contrario,
prima a sinistra e poi a destra (discronia che può diventare
imbarazzante…). Quelli di Ginevra che ne fanno sempre tre. I tedeschi
che preferiscono le pacche sulle spalle… &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;4.&amp;nbsp;A che ora mangi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli spagnoli che pranzano alle tre. I milanesi alla mezza. I napoletani alle due. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;5.&amp;nbsp;I sistemi politici&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Capita
che sei spagnolo e spiegare gli indipendentismi incrociati non è
facile. Capita che se sei francese la “demonarchia” e gli strapoteri
del Presidente sono prodotti tipici come il camembert. Capita che in
Erasmus arriva la “crisi” nel tuo paese e spiegare la partitocrazia e
la figura di Clemente Mastella è cosa ardua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un po’ ripetitivi? Forse. Ma vuoi mettere il piacere di quel baffo
di Guinness sulle labbra a parlare di Mark Lenders e farsi bacetti
diacronici?&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
  <item>
    <title>Le 5 regole d'oro per un Erasmus coi fiocchi</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/02/02/Le-5-regole-doro-per-un-Erasmus-coi-fiocchi</link>
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    <pubDate>Sat, 02 Feb 2008 13:03:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    Sono decine di migliaia i ragazzi che stanno affluendo in queste ore
nelle città universitarie di mezza Europa per trascorrervi un semestre
di studio col programma Erasmus.
Ecco le regole d'oro di Eurogeneration (da discutere nei commenti of course) per trascorrere un periodo indimenticabile ed utilissimo.&amp;nbsp; La foto che segue mi ritrae durante lo splendido anno trascorso a Strasburgo. (Alle mie spalle la campagna della lingérie Aubade con le &quot;&lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://www.aubade.com/lecons/&quot;&gt;lezioni&lt;/a&gt;&quot; per le donzelle in piena regola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 auto; display: block;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/./.marina2_m.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lezione &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;n° 1&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Integratevi...
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
A Roma la chiamavano la mafia spagnola. Mi riferisco a queste carovane
di ispanici che errano a gruppi di quaranta persone il sabato sera
(senza&amp;nbsp; poi trovare un pub abbastanza capiente per tutti loro) per
poi ritrovarsi nel solito, tristissimo botellon
&quot;ché-poi-tanto-stamo-a-pancia-piena-ché-Maria-ha-fatto-la-tortilla-de-patatas&quot;.
Lo so perché sono stato l'unico infiltrato italiano in uno di questi
grupponi a Roma. Vi prego, no. Anche gli italiani, fieri del loro bidet
e delle fettuccine di mamma, sono particolarmente a rischio della
sindrome della tortilla. &lt;br /&gt;
L'ideale per legare con i locali: &lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
Vivere in appartamento con persone del luogo (meglio se studenti)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Partecipare alle attività sportive organizzate dall'università&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Andare a lezione (almeno ogni tanto) &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lezione n° 2 &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold; font-style: italic;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;...ma conservate l'accento
&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;
Integrazione non vuol dire assimilazione. Pretendere a tutti i costi di
parlare la lingua degli autoctoni &quot;senza accento&quot; non serve a niente. A
parte a ridicolizzarvi. Tanto ce l'avete scritto in faccia da dove
venite. E tanto vale, quindi, coltivare un pizzico di diversità che è
esotica e non guasta. Organizzate una serata gastronomica per far
scoprire la vostra cucina. Fate conoscere la vostra musica (con o senza
strimpellamenti). E chi più ne ha, più ne metta.
Durante il mio Erasmus a Strasburgo, a me che cercavo di scimmiottare
il francese di Molière una ragazza niente male mi disse: &quot;ma il nostro
accento, sui ragazzi, fa molto gay: meglio la cadenza italiana!&quot;. Come
darle torto?
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lezione n° 3
&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Giudizi sul paese di accoglienza: attenti alle opposte sindromi
&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;
Quanto a giudizio della città nella quale vivete, attenti a non
inciampare nelle opposte sindormi dell'idealizzazione o del &quot;sì, però
da noi è un'altra cosa&quot;. Cogliete le sfaccettature, non accontentatevi
di idee, ideologie &quot;prêt-à-porter&quot;. E ricordatevi di non esser
presuntuosi nel voler abbracciare un paese intero nelle vostre analisi:
se siete a Parigi, parlate di Parigi, non della Francia. Forse in
Corsica o sui Pirenei le cose non stanno esattamente così. Sono in
tanti infatti che si lasciano ammaliare da una realtà affascinante
spesso più perché vissuta in Erasmus che per meriti inconfutabili. Quel
che per noi è il paradiso, per i locali può esser l'inferno. Così come
è segno di chiusura mentale l'insopportabile, continua e petulante
lamentela sulle persone che ci accolgono che (nell'ordine):
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
La pasta non la sanno fare&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Non sanno cosa sia l'igiene&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Sono freddi e troppo nordici (oppure troppo calienti e &quot;terrones&quot;)
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lezione n° 4
&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Viva le attività extracurriculari
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Ti piace il giornalismo? Contatta subito il giornalino dell'università
per partecipare! Vuoi darti da fare nel sociale? Di attività
caritatevoli ce ne sono a bizzeffe in qualsiasi città del Vecchio
Continente! Non pensare che le conoscenze, la pratica della lingua e
quant'altro siano unico appannaggio delle pur sempre scoppiettanti
serate Erasmus. Costruire qualcosa quando si sta fuori, è un'esperienza
indelebile. Parola di uno che durante l'Erasmus ha lanciato con tanti
altri ragazzi di tutta Europa un sito chiamato cafebabel.com &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/wink.png&quot; alt=&quot;;-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lezione n° 5
&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic; font-weight: bold;&quot;&gt;
&lt;strong&gt;Non restate inviluppati nella vostra realtà di origine
&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Spesso si arriva in Erasmus con affetti e legami fortissimi con la
madrepatria. Ebbene, il modo migliore per perderli è di restarvi
avvinghiati tornando &quot;a casa&quot; (ma poi cos'è la casa? &lt;a hreflang=&quot;it&quot; href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/09/30/Vado-o-torno-Il-dilemma-del-migrante&quot;&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;) ogni due mesi;
sentendovi al telefono tre volte al giorno (dosate i vostri racconti
entusiasti, all'altro capo della cornetta, o di Skype, non sempre si
apprezza); o restando mentalmente allo status MSN &quot;in linea&quot; anziché
&quot;assente&quot;.
Insomma, buttatevi a precipizio nella nuova realtà; gustatela fino in
fondo, consci della vostra differenza, animati dalla dantesca
curiositas, radicati nel proprio DNA ma protési come un quercio. Verso
il cielo del (vostro) futuro.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon Erasmus a tutti!</description>
    
    
    
          <comments>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/02/02/Le-5-regole-doro-per-un-Erasmus-coi-fiocchi#comment-form</comments>
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      </item>
    
  <item>
    <title>Napolistan</title>
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    <pubDate>Tue, 08 Jan 2008 16:12:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;join the forum&quot; src=&quot;http://cafebabel.com/photos/economistJoin.jpg&quot; usemap=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/01/08/#Map&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;600&quot; width=&quot;395&quot; /&gt; &lt;map id=&quot;Map&quot; name=&quot;Map&quot;&gt;&lt;area shape=&quot;RECT&quot; alt=&quot;click to join the forum&quot; coords=&quot;88,506,309,565&quot; href=&quot;http://community.cafebabel.com/forum/topic/381/&quot; /&gt;&lt;/map&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Dopo l'omicidio della Bhutto, &lt;em&gt;L'Economist &lt;/em&gt;dice che il posto più pericoloso del mondo è il Pakistan. Ma, con 115.000 tonnellate di rifiuti a cielo aperto,&amp;nbsp;scontri tra polizia e facinorosi,&amp;nbsp;uomini politici sotto accusa... siamo sicuri che non sia Napoli? E allora cerchiamo di riflettere insieme. Quali le responsabilità? Come si gestisce l'emergenza rifiuti negli altri paesi europei? Dove nasce la &quot;peculiarità&quot; napoletana? Il blog Eurogeneration e la rivista europea cafebabel.com aprono il dibattito. Con una provocazione. E' un modo per dire basta ma per farlo a modo nostro, da post-napoletani quali siamo, e-migranti e babeliani. Ma senza perdere ironia e sarcasmo.&lt;/p&gt;

Per guarda in faccia la realtà napoletana ecco una video-inchiesta di La7:

&lt;object width=&quot;400&quot; height=&quot;330&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf?contentURL=/video/Reality/reality_il_cancro_di_napoli.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/6893.jpg&quot;/&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; name=&quot;true&quot;/&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.la7.it/swf/flvplayer.swf&quot; FlashVars=&quot;contentURL=/video/Reality/reality_il_cancro_di_napoli.flv&amp;imgPath=/img/video/320X240/6893.jpg&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;330&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Quel pizzaiolo col passaporto nella testa e il dovere di noi e-migranti</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2008/01/07/Quel-pizzaiolo-col-passaporto-nella-testa-e-il-dovere-di-noi-e-migranti</link>
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    <pubDate>Mon, 07 Jan 2008 20:50:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/.pizza1_s.jpg&quot; height=&quot;162&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;Massimo fa il pizzaiolo a Parigi dal 1970. All'epoca ci voleva il passaporto per viaggiare tra Francia e Italia. Anzi, per &quot;immigrare&quot;. Sì, perché gli spostamenti erano molto più definitivi di oggi. Ma, nella testa di Massimo, il tempo sembra essersi fermato. &quot;Napoli? Ci torno ogni due-tre anni. Ma ogni volta non posso restarci più di una settimana. L'ultima volta non ho trovato nessuno, le strade dei Quartieri Spagnoli sembravano deserte. Poi mi hanno detto che erano tutti stati arrestati&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo caso sarà forse estremo ma, per tanti immigrati, la libertà di circolazione per le persone, Schengen, l'Euro, i voli low-cost, le comunicazioni iperveloci, skype - insomma, un ventennio di eurevolution &amp;amp; globalizzazione - sembrano non essere mai esistiti. Nulla a che vedere con chi oggi, per scelta o per necessità, decide di spostari, viaggiare o e-migrare. Sì, siamo proprio degli e-migranti, dove la &quot;e&quot; molto trendy fa rima con &quot;e-mail&quot; ed è solo una lontana reminiscenza dell'&quot;ex&quot; latino cui deve l'etimologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 0 1em 1em; float: right;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/.pizza2_s.jpg&quot; height=&quot;169&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;Ma torniamo al nostro Massimo. Mentre impasta le pizze con una maestria tutta partenopea (peccato che la &quot;mozzarellà&quot; resti francese e molto poco D.O.P.), canta canzoni napoletane degli anni Cinquanta alla perfezione ma anche un'appassionante Laura Pausini d'annata (&quot;Marco se n'è andato...&quot;) e un Eros Ramazzotti col solito, immancabile raffreddore di serie (&quot;Ed ho imparaaaatoo che nella vitàààà...&quot;). Eppure l'italiano lo mischia al francese come e più di quel salatissimo-pomodoro-senza gusto che amalgama come può a carciofini tutti-aceto e niente profumo appena usciti da qualche scatolume made-in-non-so-dove. A Natale, per sfottò,&amp;nbsp;mio padre mi ha regalato un dizionario Garzanti perché dice che l'italiano l'ho dimenticato (anzi &quot;scurdato&quot;). Ma i suoi errori - me lo riconoscerai, papà, la prossima volta che, per vendetta, ti ci porterò, chez Massimò - rispetto ai nostri di e-migrati sono enormi, grandi quanto un bel forno a legna dei nostri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 1em 1em 0; float: left;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/.pizza3_s.jpg&quot; height=&quot;175&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;E se Massimo si iscrivesse alla community di cafebabel.com, leggesse corriere.it, vedesse il Festival di Sanremo (è vero, è un po' deprimente) o si togliesse lo sfizio di un weekendino a Venezia con una low-cost per vedere l'Italia da un'altra angolatura... non sarebbe meglio? Se tutti i nostri immigrati - e parlo anche degli spagnoli di Francia, dei portoghesi, dei turchi di Germania - restassero in collegamento con la dimensione europea, forse noi dell'eurogeneration avremmo degli impensabili alleati nella nostra battaglia per far passare un &lt;em&gt;modus pensandi &lt;/em&gt;europeo, babeliano, perché diverso da chi l'Europa non la vuole e anzi la combatte.&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0 0 1em 1em; float: right;&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/.pizza4_s.jpg&quot; height=&quot;169&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, cari lettori di Eurogeneration, la prossima volta che, voi e-migranti o ex tali, vedete un vero emigrante fate una cosa sola: tentatelo, ditegli che il mondo è andato avanti e che è più bello misto e meticcio. Babelizzatelo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Mi torna in mente &lt;a href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/09/02/Capperi-che-eurogeneration&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;l'immagine di un altro pizzaiolo&lt;/a&gt;... &lt;img src=&quot;/fr/themes/default/smilies/smile.png&quot; alt=&quot;:-)&quot; class=&quot;smiley&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;N.B. Massimo e chez Massimò sono dei nomi fittizi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Foto di Veronica ArtMusic&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Caro Galasso, (nun) scurdammece ‘o passato del Risorgimento</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/12/23/Caro-Galasso-nun-scurdammece-o-passato-del-Risorgimento</link>
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    <pubDate>Sun, 23 Dec 2007 21:22:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;Non torno spesso nel mio Sud. Ma quando capita – come durante questa pausa natalizia – non posso non osservare la realtà, spesso fatiscente, che attanaglia le menti. I mali della mia terra non si riducono al racket e alla Camorra, all’apatia della pubblica amministrazione e alla fuga dei cervelli. C’è di più. Mi riferisco all’incoscienza storica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un articolo dello storico Giuseppe Galasso, pubblicato oggi sul Corriere del Mezzogiorno, l’autore lamenta lo scarso interesse registrato, nell’anno che si chiude, per il bicentenario della morte di Giuseppe Garibaldi, uno dei principali artefici dell’unità d’Italia. Galasso punta il dito contro “l’ennesima giaculatoria borbonica” fustigando una pretesa alterazione del passato, nell’odierna società meridionale, volta a demonizzare il Risorgimento accusato, tra l’altro, di aver frenato lo sviluppo del Sud, “trattato come paese vinto” dai Savoia. Il celebre storico conclude sperando che “nasca una coscienza europea che sciolga i nodi irrisolti delle storie nazionali europee di cui la questione meridionale italiana è certo uno dei casi massimi”. Insomma, “basta piangerci addosso” – sostiene Galasso – “scurdammece ‘o passato; pensiamo al futuro”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Benissimo. Ma non ci sembra proprio che nel Sud Italia si sia arrivati a un eccesso di memoria storica. Anzi. Nelle scuole nostrane si insegna ancora l’Unità come la chiave di volta del destino nazionale, l’inizio delle magnifiche sorti e progressive, il trionfo della ragione sulla barbarie borbonica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La realtà è un’altra. Il Regno delle Due Sicilie dell’Ottocento poteva vantarsi della prima tratta ferroviaria d’Italia e dei primi scavi archeologici al mondo. Era l’unico Stato del Vecchio Continente senza coscrizione e viveva di un commercio florido coi paesi del Mediterraneo. Napoli era la terza città d’Europa per popolazione e vita intellettuale e, non a caso, aveva visto scoppiare la prima “rivoluzione francese” nel 1799 guidata – udite, udite – da una donna (Eleonora Pimentel Fonseca).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cosa portò l’Unità d’Italia del 1861? Barriere tariffarie con l’estero per servire gli interessi dell’industria pesante piemontese – e che avrebbero schiacciato l’economia del Sud, prima apertissima al commercio estero. Una pressione fiscale estenuante che avrebbe raggiunto il suo acme con la tassa sul macinato del 1868. Un servizio militare obbligatorio di cinque-anni-cinque che avrebbe spinto orde di giovani verso il brigantaggio. Migliaia di soldati del nuovo Regno che non parlavano le lingue del Meridione e che, con la Legge Pica del 1863, applicarono la legge marziale per sedare le rivolte anti-Savoia. Per non parlare del fenomeno controverso dei campi di concentramento per meridionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma l’Unità mise in moto una spirale ottusa di odio, sottosviluppo sociale e depressione economica che diede vita all’emigrazione di massa, alla mafia e alla “questione meridionale”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta di cedere a facili nostalgie e rimpiangere il regno borbonico. Ma di prendere coscienza della nostra storia. Anche perché le nuove generazioni possano giocare un ruolo fondamentale nel nostro tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E l’Europa? Non possiamo non concordare con Galasso: la coscienza europea è fondamentale per rilanciare il Sud Italia. E in qualità di fondatore del primo media paneuropeo, cafebabel.com, non potrei dire il contrario. Nel resto del Vecchio Continente, però, - penso alla Catalogna, alla Corsica o alla Bretagna – essa non serve a dimenticare il passato. Ma a contestualizzare, riconoscere i mali della nostra storia – fatta anche di sangue, repressioni e intolleranza – per poter ripartire su basi nuove. Bisogna valorizzare le lingue e le culture locali e immaginare nuovi equilibri transnazionali capaci di archiviare l’esperienza ormai anacronistica dello Stato Nazione. E costruire un’Europa della diversità protesa verso il futuro. E cosciente della sua storia.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Italia &quot;depressa&quot;? Il New York Times ha ragione</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/12/14/La-verita-sullItalia-Leggete-il-New-York-Times</link>
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    <pubDate>Fri, 14 Dec 2007 10:40:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 0 auto&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2732_m.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nostro napoletanissimo presidente della Repubblica ha voluto dissipare le ombre gettate dal New York Times sul Bel Paese nel corso della sua visita di ieri in America: &quot;L'Italia è assolutamente un Paese forte su cui vale la pena di scommettere. Non bisogna essere superficialmente ottimisti, ma nemmeno sensazionalisti come l'articolo di oggi sul New York Times&quot; (&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_13/napolitano_replica_usa_f5217b56-a9ad-11dc-b997-0003ba99c53b.shtml&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;leggi l'articolo&lt;/a&gt;). &lt;br /&gt;Ma cosa dice il NYT? L'&lt;a href=&quot;http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?pagewanted=1&amp;amp;_r=1&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;articolo &lt;/a&gt;non inventa nulla. Dice che l'Italia a breve si farà superare dalla Spagna quanto a PIL pro capite. Che l'11% delle famiglie vive sotto la soglia della povertà. Che due libri, La Casta e Gomorra (&lt;a href=&quot;http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=A&amp;amp;Id=2818&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;guarda la nostra intervista a Roberto Saviano&lt;/a&gt;), bene esprimono il malessere del paese. E che gli italiani sono i più tristi dell'Europa occidentale secondo un &lt;a href=&quot;http://www.admin.cam.ac.uk/news/press/dpp/2007041601&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;sondaggio realizzato nell'università di Cambridge &lt;/a&gt;proprio dall'italianissima Luisa Corrado.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2767_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;Ma il quotidiano di Times Square (qui nei suoi uffici con David Mc Craw, uno dei vice-presidenti) parla anche di un tema a noi caro: il generational divide. Cita il blogger Mario Adinolfi: &quot;Qui in Italia Google sarebbe impensabile che dei trentenni possano creare un business in un garage&quot;. Ci permettiamo di correggere Adinolfi: Larry Page e Sergei Brin erano ventenni quando diedero vita a quello che sarebbe diventato il primo motore di ricerca al mondo. E proprio i giovani - &quot;istruiti, che viaggiano e usano Internet&quot; - potrebbero essere la chiave del cambiamento prosegue l'autore dell'articolo &quot;ma solo quando la generazione oggi al potere sarà morta&quot;. Sì, perché sono in tanti, ancora oggi, ad abbandonare il paese. Che Napolitano guardi la realtà in faccia: l'Italia sta scivolando verso un sottosviluppo strisciante. Del resto basta leggere i risultati del sondaggio del Corriere: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/appsSondaggi/votazioneDispatch.do?method=risultati&amp;amp;idSondaggio=1649&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;più del 90% degli italiani è d'accordo col New York Times&lt;/a&gt;. Popolo di sensazionalisti secondo Napolitano.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Macchina da scrivere addio per i giornalisti. Nel 2008</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/12/13/Macchina-da-scrivere-addio-per-i-giornalisti-Nel-2008</link>
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    <pubDate>Thu, 13 Dec 2007 10:34:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/macchinascrivere.jpg&quot; /&gt;L'informazione è surreale. Quando Monica, una brillante babeliana che ha lavorato qui in redazione me lo disse in estate, non ci credevo. Durante l'Esame di Stato per i giornalisti - sì, in Italia, la legge sulla stampa di stampo (e origine) fascista esiste ancora - i candidati debbono usare la macchina da scrivere. Sì, proprio quell'arnese rumoroso e quasi introvabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora la Commissione Cultura della &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_12/esame_giornalisti_computer_24092ce2-a8dd-11dc-8e86-0003ba99c53b.shtml&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Camera ha approvato la proposta di legge &lt;/a&gt;di Pino Pisicchio (presidente della Commissione Giustizia) che abolisce l'uso della macchina da scrivere nell'esame di stato e introduce l'uso del personal computer. Benvenuti nell'era digitale, signori giornalisti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma al di là di questa simpatica novità perché non pensiamo ad abolire l'Ordine dei giornalisti? Durante la trasmissione di France Inter, &lt;a href=&quot;http://www.radiofrance.fr/franceinter/em/transeuropeenne/&quot; hreflang=&quot;fr&quot;&gt;Transeuropéennes&lt;/a&gt;, cui ho partecipato un paio di settimane fa, si parlava di tesserini per giornalisti e si notava che l'Italia restava l'ultimo paese col Portogallo ad avere un ordine. E poi, ora che il simbolo di quel giornalismo polveroso e démodé è ormai andato, a cosa serve l'ordine?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Foto di Mark_66it&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Omicidio Meredith, basta con la fatwa anti-Erasmus</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/12/07/Omicidio-Meredith-basta-con-la-fatwa-anti-Erasmus</link>
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    <pubDate>Fri, 07 Dec 2007 21:22:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Idee</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;226&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/.erasmus_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;Avviso ai naviganti: l'Erasmus è pericoloso, gli studenti a rischio depressione e talora suicidio. Questa la fatwa scagliata &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa2/studenti-citta/studenti-citta.html&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;dalle colonne di &lt;em&gt;Repubblica &lt;/em&gt;da Ilvo Diamanti &lt;/a&gt;e benedetta da Eugenio Scalfari su &lt;em&gt;L'Espresso&lt;/em&gt;. Diamanti fustiga la &quot;gioventù apolide&quot; responsabile del contesto sociale nel quale sarebbe stato perpetrato l'omicidio della studentessa inglese Meredith a Perugia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Diamanti il capoluogo umbro è il simbolo di quei centri che i malvagi studenti Erasmus hanno sfigurato, trasformandoli in non-luoghi privi di &quot;istituzioni, regole, autorità&quot;. &quot;Nelle città universitarie (...) gli studenti sono &quot;popolazione&quot; di passaggio. Non hanno radici locali. Né la prospettiva di restarvi per la vita. Pagano affitti alti per un appartamento condiviso con altri studenti. Non lo possono percepire come casa propria.&quot; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma lo sa Diamanti quanti studenti, dopo l'Erasmus, tornano nel paese nel quale hanno trascorso l'anno più bello della loro vita e spesso, come nel mio caso, ci lavorano, si sposano e costruiscono un futuro spesso impossibile in paesi - quelli sì - depressi come l'Italia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma Diamanti non si ferma. Gli studenti &quot;apolidi&quot; sono privi di &quot;vincolo sociale e comunitario. Perché non sono una società e neppure una comunità. Ma una umanità immersa in relazioni, in larga parte, transitorie. Fitte ma senza impegno.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è davvero troppo caro e preziosissimo Diamanti. Se non dovesse saperlo grazie al programma Erasmus - 1,5 milioni di studenti dal 1987 - sono nate solide amicizie, amori profumati e, spesso come nel caso di mia moglie, francese sonosciuta alla Luiss di Roma, i pancioni dell'avvenire. Grazie all'Erasmus eserciti di giovani possono finalmente sprovincializzare le loro esistenze, imparare una lingua straniera e - contrariamente a quanto da lei affermato - sentirsi a casa all'estero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se su 1,5 milioni di persone ce n'è una che viene uccisa non vuol dire che l'esperienza studentesca più entusiasmante dei giorni nostri debba essere demonizzata. Vuol solo dire che è un'esperienza ormai generalizzata e che, fortunatamente, sta democratizzandosi. Che i sacerdoti del tribalismo e dei bei vecchi tempi &quot;quando si poteva restare tutti tra italiani&quot; possano tacere. Il mondo va avanti e &lt;em&gt;tant mieux&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ADERISCI ALLA CAMPAGNA SU FACEBOOK. &lt;a href=&quot;http://apps.facebook.com/causes/view_cause/45757&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;!&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
          <comments>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/12/07/Omicidio-Meredith-basta-con-la-fatwa-anti-Erasmus#comment-form</comments>
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    <title>ESCLUSIVO/ Meru, l'alternativa a Second Life targata Europa</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/11/26/Esclusivo%3A-Meru-lalternativa-a-Second-Life-targata-Stanford</link>
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    <pubDate>Mon, 26 Nov 2007 17:59:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;A 27 anni, in Italia, se non sei fuori corso fai un voto alla Madonna. Vladlen Koltun, invece, ha ottenuto un Phd a 21 anni e da ben tre insegna Computer Science a Stanford, il “retrobottega” della &lt;a href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/11/04/Business-trasgressione-e-vibrazioni%3A-il-segreto-della-Silicon-Valley&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Silicon Valley &lt;/a&gt;tra i cui banchi sono sfilati i futuri fondatori di Google e You Tube.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0 0 1em 1em&quot; height=&quot;191&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.virtualworlds_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;Ora Vladlen – che ci riceve nel suo studio dell'ateneo californiano in una bella giornata di autunno – sta lavorando a un progetto che promette di essere rivoluzionario: creare il &quot;Second Life-killer&quot;, l'alternativa a &lt;a href=&quot;http://secondlife.com/&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;Second Life&lt;/a&gt;, la comunità virtuale incensata dai media e intorno alla quale sta fiorendo un vero e proprio business. «Second Life ha un vero problema di scalability in quanto non supporta più di un certo numero di connessioni simultanee. Inoltre c'è un deficit di sicurezza: puoi facilmente ascoltare conversazioni e penetrare in spazi in cui non sei autorizzato. Col nostro progetto, questi problemi saranno solo un ricordo». E proprio questa idea di stabilità vuole suggerire il nome del progetto, Meru, che nel buddismo corrisponde alla spina dorsale del mondo, ciò che tiene insieme il tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;120&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/vladlen.jpg&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;I lavori, pilotati dal Professor Koltun (nella foto a sinistra come appara sul sito di Stanford) e sponsorizzati dalla National Science Foundation e dalla Alfred P. Sloan Foundation, sono iniziati nel gennaio 2007 e coinvolgono un team multiculturale – il &lt;a href=&quot;http://vw.stanford.edu/people.html&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;Virtual World Group &lt;/a&gt;– di 9 persone in tutto tra cui indiani, cinesi e americani.&lt;br /&gt;E lui, Vladlen, da dove viene? «Sono nato nell'attuale Ucraina che all'epoca era l'Urss: in un paese e in una cultura oggi scomparsi. Per questo a volte dico di sentirmi più sovietico che ucraino... (ride). No, se devo sentirmi “qualcosa”», dice Vladen, madrelingua russo e fluent in inglese e ebraico, «ti rispondo che mi sento europeo. Sono più a casa nel Vecchio Continente che qui negli States dove non esiste una tradizione del produrre bellezza. Mi guardo intorno e non c'è niente che possa amare».&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intanto, forse anche per supplire a questo vuoto, Vladen sta costruendo quello «spazio alternativo» che è per lui la realtà virtuale. La prima versione di Meru dovrebbe esser disponibile entro fine 2008. «Ma attenzione. Quello che più si avvicina al concetto abbozzato nel romanzo &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Snow_Crash&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Snow Crash &lt;/a&gt;di Neal Stephenson sono certi computer games nei quali puoi modificare il mondo». Intanto il mondo reale non interessa a Vladlen che dice di non aver ancora pensato a lanciare un business: «All'inizio Internet non iniziò come un business e fece i primi passi proprio qui a Stanford col progetto Arpanet». Il resto della storia è risaputo. Niente male per un sovietico.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>Sindrome post-America</title>
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    <pubDate>Mon, 26 Nov 2007 16:36:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;E rieccomi qui a Parigi: ancora coi postumi del fuso orario, con tante idee che mi frullano nella testa, contento di riabbracciare la mia mogliettina e di ritornare in sella a cafebabel.com. Eppure... &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;... eppure non posso non ammettere che quest'esperienza a stelle e striscie è stata talmente totalizzante da lasciare il segno. Per chi mi sta vicino deve essere un po' stancante. Ieri la mia collega di EUrotik (&lt;a href=&quot;http://eurotik.cafebabel.com/en/&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;che ora potete leggere in English&lt;/a&gt;) me l'ha detto (in francese): &quot;E basta co' 'sti Stati Uniti, Adrià&quot;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbene sì, cari babeliani che mi avete seguito fedelmente durante il mio &quot;On the road 2.0&quot;, mi sento un po' come tanti di voi, come tanti di noi, dopo l'Erasmus. Quasi quasi mi faccio psicanalizzare dal dottor Allanic &lt;a href=&quot;http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=T&amp;amp;Id=12841&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;di cui parla Prune&lt;/a&gt;. O semmai da &lt;a href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/09/17/Ce-una-vita-dopo-lErasmus-fuori-dallItalia-Parola-di-Fiorella&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;Fiorella&lt;/a&gt;. Scherzo... Intanto, beccatevi l'ultima versione del mio periplo aggiornata con la tappa di New York che non vi ho raccontato tanto...&lt;/p&gt;

&lt;iframe width=&quot;425&quot; height=&quot;350&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; marginheight=&quot;0&quot; marginwidth=&quot;0&quot; src=&quot;http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=106063201078280642525.00043e619f2444befb054&amp;amp;t=h&amp;amp;om=1&amp;amp;s=AARTsJrVQo7YNTSI45bq9PAXiHII9m9GBA&amp;amp;ll=40.713956,-92.988281&amp;amp;spn=46.224281,74.707031&amp;amp;z=3&amp;amp;output=embed&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;small&gt;&lt;a href=&quot;http://maps.google.com/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=106063201078280642525.00043e619f2444befb054&amp;amp;t=h&amp;amp;om=1&amp;amp;ll=40.713956,-92.988281&amp;amp;spn=46.224281,74.707031&amp;amp;z=3&amp;amp;source=embed&quot; style=&quot;color:#0000FF;text-align:left&quot;&gt;View Larger Map&lt;/a&gt;&lt;/small&gt;


&lt;p&gt;Nella Grande Mela, dell'incontro illuminante con Jay Rosen, guru del &quot;crowd-sourcing journalism&quot;, &lt;a href=&quot;http://coffeefactory.cafebabel.com/en/post/2007/11/20/Crowd-sourcing-journalism-for-cafebabelcom&quot; hreflang=&quot;it&quot;&gt;potete legger qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>USA: I like, I dislike</title>
    <link>http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/11/19/USA%3A-I-like-I-dislike</link>
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    <pubDate>Mon, 19 Nov 2007 20:06:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;Un paese ricco, esplosivo, estremamente variegato e al tempo stesso fiero del proprio DNA forgiato nel sangue e con una Costituzione ferrea e moderna. Ma anche contraddittorio, a tratti crudele. Sempre però foriero di sfide, avventure e incertezze nel futuro, tante incertezze. Questi sono gli Stati Uniti che io ho visto. Tra il serio e il faceto ecco una galleria di quel che ci è piaciuto e quello che non ci è piaciuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I like&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2490_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La metro di Washington&lt;/strong&gt;: elegante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gli animali in città:&lt;/strong&gt; divertente.&lt;img style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0 0 1em 1em&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2676_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2787_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La multietnicità&lt;/strong&gt; quando è armonia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La bandiera:&lt;/strong&gt; molto rock.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0 0 1em 1em; WIDTH: 240px; HEIGHT: 182px&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2494_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2851_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le pubblicità offline per siti online:&lt;/strong&gt; al passo coi tempi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I dislike&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2770_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La metro di New York: &lt;/strong&gt;stretta, sporca, &quot;ma che...?&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il regular coffee di Starbucks: &lt;/strong&gt;siamo sicuri che il roast è italiano???&lt;img style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0 0 1em 1em&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2862_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2476_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;I topi per strada:&lt;/strong&gt; ancora un problema in città come New York&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il conto alla rovescia per attraversare: &lt;/strong&gt;davvero insopportabile. (Senza dimenticare il cambio automatico, onnipresente nelle auto americane, che annulla il frenomotore e ti fa ballare lo stomaco).&lt;img style=&quot;FLOAT: right; MARGIN: 0 0 1em 1em; WIDTH: 232px; HEIGHT: 222px&quot; height=&quot;240&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2672_s.jpg&quot; width=&quot;232&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 0 1em 1em 0&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2701_s.jpg&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oncia, gallone, miglio&lt;/strong&gt;... grrrr. Nella foto i misurini che usa Giusy per cucinare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Che ne pensate? Sono troppo provinciale? Quali le vostre impressioni dell'America ragazzuoli?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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      </item>
    
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    <title>Nel cuore di Wikipedia e le ultime dalla Florida</title>
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    <pubDate>Tue, 13 Nov 2007 13:17:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>ely1984</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;Sto lasciando la baia di Tampa in Florida dopo una serie di incontri eccezionali.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Wikipedia, una fantastica organizzazione no profit.&lt;/strong&gt;  Venerdì ho incontrato Sandy Ordonez, direttore dalla comunicazione della fondazione Wikimedia. Da lei ho imparato molto su questa stupenda organizzazione no profit che gestisce il celeberrimo sito di Wikipedia. Pensa: hanno solo 12 dipendenti e, nonostante questo, il loro ricavato ammonta ogni anno pressappoco a 1,5 milioni di dollari, grazie soprattutto alle donazioni individuali di circa 25$ l’una. Come riescono a farlo? Partendo da un’idea veramente universale (la conoscenza deve essere gratuita e disponibile a tutti), fanno in modo che dei volontari partecipino ad ogni fase. “Ogni singola uscita di stampa che facciamo”, spiega Sandy, “dobbiamo prima condividerla con un gruppo di 50 membri di fiducia di Wikipedia”. Parecchie idee per cafebabel.com! “Ma non è facile. Devi sempre trovare il giusto equilibrio tra la volontà di cercare consensi e il  dovere di prendere delle decisioni”.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2636_m.jpg&quot; alt=&quot;Wikimedia&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;em&gt;L’entrata della fondazione Wikimedia: un ufficio di 100 mq con una cartina che mostratutte le immagini di Wikipedia. La fondazione si trasferirà a S. Francisco nel gennaio 2008. Nell’area della baia è situata anche la sede di &lt;a href=&quot;http://www.wikia.com/&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;Wikia&lt;/a&gt;, la compagnia a profitto fondata dallo stesso Jimmy Wales che ha creato Wikipedia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2633_s.jpg&quot; alt=&quot;Wikimedia 2&quot; /&gt;  &lt;img src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2635_s.jpg&quot; alt=&quot;Wikimedia 3&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;''A sinistra: strategia di raccolta fondi. Wikipedia ha appena lanciato la sua nuova campagna.
A desta: cartoline dei fans da tutto il mondo.''&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2669_s.jpg&quot; alt=&quot;St Pete Times&quot; style=&quot;float:left; margin: 0 1em 1em 0;&quot; /&gt; &lt;strong&gt;St. Petersburg Times, quando il buon giornalismo scommette sul locale.&lt;/strong&gt; Ho incontrato Bill Duryea (a sinistra nella foto con una bustina di zucchero targata caffebabel tra le mani), un redattore nazionale che ha passato la maggior parte del tempo a spiegarmi tutto su uno dei più acclamati giornali locali d’America (vedi il racconto dal New York Times). Il loro modello d’impresa è sempre più diversificato. Hanno lanciato sia un quotidiano gratuito dedicato ai giovani sia una rivista che si rivolge alle donne sane e i loro contenuti sono così buoni perché offrono una prospettiva locale nuova alle notizie della Florida, a quelle nazionali e a quelle internazionali.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Istituto Poynter, dove vanno gli aspiranti giornalisti.&lt;/strong&gt; Il Poynter è un istituto molto prestigioso e rinomato che offre ai giornalisti la possibilità di formarsi e di fare molte ricerche interessanti (vedi studio sugli occhi dei lettori). Ho avuto un incontro con Bill Mitchell, redattore del sito &lt;a href=&quot;http://www.poynter.org/&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;Poynter on-line&lt;/a&gt;, e Howard Finberg, redattore di &lt;a href=&quot;http://www.newsu.org/&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;newsu.org.&lt;/a&gt; Il primo sito permette di vedere interessanti conversazioni e analisi sul giornalismo, ma anche offerte di lavoro nel mondo dei media. L’altro invece consente di accedere ad un ottimo training on-line per diventare buoni giornalisti di oggi. È gratuito e molto molto utile.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/public/eurogeneration/US/.CIMG2698_m.jpg&quot; alt=&quot;Abbracci&quot; style=&quot;display:block; margin:0 auto;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cattive Notizie?&lt;/strong&gt; Domani mattina mi devo svegliare alle 5.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E quelle buone? Ne ho due.&lt;/strong&gt; Stasera sono stato invitato a casa di &lt;a href=&quot;http://eurogeneration.cafebabel.com/it/post/2007/11/08/On-the-road-20-my-trip-so-far-in-a-Google-Map&quot; hreflang=&quot;en&quot;&gt;Giusy&lt;/a&gt;. Mi ha ospitato (come una vera siciliana che ha vissuto a Napoli) con il suo ragazzo americano, Chris, e mi ha offerto un after dinner a base di cioccolata calda e abbracci “un’icona dall’italia” (vedi foto by Chris). L’altra buona notizia? Domani volo a NYC per l’ultima tappa del mio viaggio negli USA. Sono distrutto ma felice di aver vissuto quest’avventura fantastica e di essere riuscito a condividerla con tutti voi. Auguratemi buona fortuna e se avete dei suggerimenti per NY saranno molto apprezzati.&lt;/p&gt;</description>
    
    
    
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    <title>E il pizzaiolo di Oakland disse: &quot;Ma l'Italia esiste ancora?&quot;</title>
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    <pubDate>Sun, 11 Nov 2007 06:38:00 +01:00</pubDate>
    <dc:creator>Adriano</dc:creator>
        <category>Eurogeneration in America</category>
            
    <description>    &lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;http://photos-b.ak.facebook.com/photos-ak-sctm/v158/101/70/538975999/n538975999_668333_9651.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oracle Arena, Oakland, California.&lt;/strong&gt; Sono le 19:29 del 6 novembre. E la partita di NBA tra i Golden State Warriors e i Cleveland Cavaliers sta per cominciare. Affamato trovo il coraggio di mettermi in coda per comprare una... ahem... &quot;pizza&quot;. Arriva il mio turno, ordino e chiedo di pagare con travel cheque. La cassiera (ottantenne) chiama il titolare che mi chiede, da regola, il passaporto. Lo prende e dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Italia? E' ancora un paese?&lt;br /&gt;- Sì, certo. Perché?&lt;br /&gt;- Mah, con l'euro adesso siete un tutt'uno in Europa, no?&lt;br /&gt;- Beh, non ha tutti i torti. Infatti se sul passaporto legge bene vedrà che sulla prima riga c'è scritto &quot;Unione Europea&quot;&lt;br /&gt;- Okay, quindi siete un po' come gli Stati Uniti, ora, right? Era ora...&lt;br /&gt;- Un po', sì. Un po'...&lt;/p&gt;
Forse l'integrazione europea è ancora lontana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ma se persino un pizzaiolo di Oakland &lt;/strong&gt;capisce che l'Europa si sta avvicinando, vuol dire che qualcosa pur si muove. Rincuorante. Poi il morale è sceso sotto i calzettini perché la squadra di casa che sostenevo, i Warriors, hanno perso la quarta partita consecutiva dall'inizio della stagione confermandosi come una delle squadre più tristi dell'NBA. Sarà perché &lt;a hreflang=&quot;en&quot; href=&quot;http://www.nbadraft.net/admincp/profiles/marcobelinelli.html&quot;&gt;Marco Belinelli&lt;/a&gt;, dall'Italia... pardon, dall'Ue con furore, non è entrato in campo...&lt;br /&gt;</description>
    
    
    
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