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eurogeneration

Nasce una nuova generazione

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eurogeneration { Keyword }

28

03

2008

Ho visto... un posto da euroreporter a Bruxelles

Ecco il primo intervento della serie "Ho visto cose che voi italiani". Chi scrive è Giovanni de Paola, dal Belgio. E non dimenticate che è possibile partecipare a quest'iniziativa volta a far emergere storie di ordinari "miracoli" che i giovani italiani realizzano (rigorosamente) non in patria.

Comunicazione di servizio: se siete a Parigi il 4 april non perdete il dibattito Pd-Pdl che organizza cafebabel.com sul tema: "Giovani italiani all'estero: immigrati o eurogeneration?"

All’ingresso della cattedrale di Anversa. Foto di Giovanni de Paola

Lo stomaco mi ringrazia. Una settimana di cucina italiana l’ha ristabilito. La birra belga è buona, la cioccolata di più. Ne sono drogato. Con le nocciole, fondente, bianca, nera. Il multiculturalismo della cioccolata è in Belgio. Che è dove lavoro.
L’Italia “che è” dove sono nato. Foggia “che è” dove ho il cuore, Bologna “che è” dove mi sono innamorato del mio lavoro: scrivere. Bruxelles “che è” dove sto andando per mettere in pratica il sogno nato in Emilia Romagna.
Il mio stomaco.
Lui votò contro quando votai con me stesso per decidere se lasciare il paese della mozzarella, protagonista della psicosi diossina degli ultimi giorni, e della pizza, della dieta mediterranea, della piada, delle tigelle.
Se non fosse per lo stomaco, la votazione del mio organismo sarebbe stata favorevole all’unanimità all’esperienza belga.
La parte saggia, quella poca che c’è, intuì l’opportunità internazionale che aveva di fronte.
La parte sentimentale di me, che aveva già affrontato il passaggio dal sud al nord Italia, mi diede il permesso di metterla a rischio di nuovo. Se la sentiva. La nostalgia degli amici, della sorella e di tutta la famiglia sarebbe stata sopportabile…a suo parere.
Il lato ansioso mi disse: “Se mi tieni tranquillo dicendomi che sei sicuro almeno al 70% che la scelta sia giusta, facciamo questo biglietto Ryan Air!”   
Gli diedi un fermo 90% e sfoderai la mia Visa Electron di fronte al mio laptop come fosse la colt di un pistolero.
La parte istintiva e primordiale di me non la consultai neanche…anzi, dovetti zittirla per farle smettere di ripetere la solita frase: “Miiiiiii le ragazze belghe!!! Le belghe!Le belghe!”.
Andai.
Ora viaggio per l’Europa come inviato per un giornale e sto approfondendo il mestiere del “reporter”. A breve, vorrei avere una esperienza redazionale che mi consenta di crescere.
Non è una pretesa utopica. L’Europa finora non mi ha tradito. Ho 28 anni, ho pubblicato il mio primo libro e inizio ad affacciarmi sulla prima pagina di quotidiani nazionali italiani. Spero presto in maniera stabile.
La raccomandazione non ce l’ho, ma ora sono sul gradino subito sotto a chi la spintarella (o calcione fortissimo) ce l’ha. Non è un onore, ma almeno ora il gradino l’ho trovato.
Tutto ciò alle spese di qualcuno che non mi tiene più in considerazione da tempo: scusami, Stomaco, prometto che andrò alla ricerca di insalate e cibo italiano il più spesso possibile, voglio che anche tu sia convinto come me, che vivere in Europa è la scelta giusta.

18

03

2008

Ho visto cose che voi italiani…

ll profumo della pasta con la pummarola e quello del mare, ci mancano eccome. Ma la dittatura delle raccomandazioni, la gerontocrazia, i treni puntualmente in ritardo e una società che ti condanna a vivere chez mammà, quelli no.

Anzi. Emigrando, non siamo fuggiti. Abbiamo compiuto un gesto, inconsapevole, di protesta contro il muro di gomma del Belpaese. Ma – grazie a Internet e alle low cost – non siamo partiti del tutto. Ed è questa la forza dirompente di noi, nuovi migranti che migranti non siamo, di noi figli della prima eurogeneration. L’Italia, la conosciamo. La osserviamo, dall’esterno. Col distacco – sapete – è ancora più bella e più ingiusta, stracolma di potenzialità e frustrata.

La “Casta” e il “sorpasso” della Spagna (e di tanti altri a venire), li abbiamo sentiti prima di voi. Perché è quella Casta che ci ha cacciati dalle università, dalle redazioni, dagli ospedali, dagli studi legali.

E ora? Ora vogliamo approfittare di Internet e del Web 2.0. Per raccontarvi di chi, a 26 anni, non studia ma insegna; non porta la borsa ma impugna i ferri in sala operatoria; non viene sfruttato in uno studio di provincia ma pronuncia arringhe in tribunale. Di chi, fresco laureato o giovane professionista, viene volorizzato non perché “figlio di” ma perché meritevole. In tutti i campi.

Abbiamo visto cose che voi italiani non potreste immaginarvi. Ma non sono cose dell’altro mondo. Vi parliamo a distanza di pochi chilometri. O di un semplice click. E allora ascoltate, commentate, partecipate a questo nuovo blog. E' il vostro.


Cari lettori assidui (o estemporanei) di Eurogeneration, questo è l’incipit di un blog collettivo che sta per nascere. Per aiutare l’Italia, la “nostra” Italia, a prendere coscienza della sua anormalità. Un blog fatto dei vostri contributi. Cerchiamo storie vere, vissute se possibile in prima persona, di odierni migranti figli della “eurogeneration”. Storie di cose che in Italia non sarebbero successe perché censurate, soffocate o semplicemente ignorate.

Inviate all'indirizzo farano[at]cafebabel.com il vostro testo di 4000 battute massimo, unitamente a nome (cognome facoltativo), età, mestiere, città di provenienza e di residenza. Il testo deve raccontare cose viste all’estero e che reputate lontanissime dalla prassi italiana. Sarà visto dai 400.000 lettori mensili di cafebabel.com e, statene sicuri, peserà anche nella campagne elettorale in corso, e oltre. Attenzione: saranno esclusi tutti i contributi che esprimeranno affiliazione partitica.