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multiculturalism { Keyword }

30

10

2007

Alla American University lezione di cafebabel.com

Ieri il programma vero e proprio inizia. Appuntamento alla American University con la Prof.ssa Shalini Venturelli, di origini lucchesi, che dirige il dipartimento di Comunicazione Internazionale. Dopo un'informale chiacchiera nel suo ufficio la Venturelli mi dice: "adesso andiamo a fare lezione". "Come "andiamo"?" chiedo. "Sì, don't worry".

E così mi ritrovo in una classe, con una trentina di studenti del mondo intero a parlare di media europei, a mostrare cafebabel.com (la homepage ma anche EUrotik e la slideshow di Komikazen che mi ha inorgoglito) e a rispondere a un auditorio di persone interessa(n)tissime: americani certo ma anche tanti asiatici, europei e chi più ne ha più ne metta.


Poi la lezione vera e propria della Professoressa sul tema: come cambia l'approccio alle politiche culturali tra Usa, Francia, Germania e Inghilterra. Il riferimento agli Usa è illuminante per il confronto con l'Ue di oggi. Il problema della Scuona di Chicago era: come creare un senso di comunità in un paese multiculturale? La risposta: con i media di massa. Vi ricorda qualcosa?

Geniale anche il merchandising: non ho resistito a comprare la t-shirt della prima università americana nella quale cafebabel.com è stato oggetto di studio.

29

10

2007

Washington come Bruxelles. Ma qui anche il velo è welcome

570.000 abitanti, a misura d'uomo, tranquilla ma cosmopolita: Washington - che mi ha accolto assolatissima - assomiglia a Bruxelles, capitale (provinciale) di quegli Stati Uniti d'Europa in fieri che, come gli Usa, hanno scelto una città dalla scarsa personalità per ammassarvi le loro istituzioni.



Ma, fin dall'arrivo all'aeroporto, si capisce che non sono in Europa sia per la coda di un'ora (ah Schengen!) che per questo splendido manifesto indirizzato agli immigrati in arrivo, con impresso lo slogan WELCOME. La domanda nasce spontanea: ce la vedete la stessa foto a Parigi (dove il velo è vietato nelle scuole), a Berlino o a Roma? L'impressione, confermatami dalla mia guida, è che chi arriva oggi negli Usa viene accolto meglio rispetto ai nostri immigrati.

Foto di Greg Gorman
Per i curiosi qualche foto turistica su Facebook